• Studio Dentistico Dr. Lorenzini

Sbiancamento dentale

sbiancamento denti

Lo sbiancamento dentale è l’effetto cromatico schiarente ottenibile in seguito all’applicazione, sulla superfice del dente pulito, di sostanze contenenti perossido di idrogeno o perossido di carbamide addizionate o meno da nitrato di potassio o fluoro al fine di ridurre eventuali problemi di sensibilità interrompendo la trasmissione degli impulsi nervosi, chiudendo i tubuli dentinali e rinforzando lo smalto.

 

Meccanismo di azione: il meccanismo di sbiancamento è piuttosto complesso ma la gran parte del lavoro viene fatta dall ‘ossidazione, processo chimico grazie al quale i materiali organici che macchiano i denti o il dente vengono convertiti in prodotti intermedi che sono più chiari di colore che l’originale.

 

Nello sbiancamento dentale il perossido di idrogeno diffonde attraverso la matrice organica dello smalto e della dentina . Il perossido di idrogeno è un agente ossidante ed ha la capacità di produrre radicali liberi (ioni perossido e ossigeno singoletto) che sono molto reattivi ed essendo instabili attaccano la maggior parte delle altre molecole organiche per raggiungere la stabilità modificando le caratteristiche di assorbimento d’energia delle molecole organiche dello smalto dentale contenute tra le parti inorganiche. Si formano delle molecole più semplici che riflettono meno luce, quindi l’azione sbiancante ha successo.

 

Fattori che condizionano lo sbiancamento:

  • Pulizia superficiale: è necessario effettuare un ottima pulizia superficiale per eliminare tartaro e placca e una buona lucidatura per eliminare i detriti superficiali. Inoltre i denti devono essere ben isolati poiché nella bocca esistono enzimi che sono una parte importante nelle difese organiche contro la tossicità dell’ossigeno rendendo meno efficace il perossido e ben asciutti perché in ambiente acquoso si producono radicali liberi più blandi e quindi meno efficaci.
  • Concentrazione di perossido di idrogeno: più alta è la concentrazione più grande sarà l’effetto del processo di ossidazione. Generalmente la più alta concentrazione utilizzata è del 35% o 40%.
  • Temperatura: un aumento di 10°C raddoppia la percentuale della reazione chimica. Generalmente la temperatura viene elevata al punto che non generi fastidio al paziente segno anche che il livello di temperatura è sicuro.
  • pH: quando si conserva il perossido deve essere mantenuto ad un pH acido (percentuale più elevata di radicali liberi più deboli – ossigeno singoletto prevale) per allontanare la data di scadenza, ma per avere un effetto ossidante il pH deve essere basico (percentuale più elevata di radicali liberi più forti-ione perossido prevale) e questo produce un risultato del 50% maggiore nello stesso tempo di applicazione ovvero il prodotto deve essere più fresco possibile.
  • Tempo: più lunga è l’esposizione, più grande sarà il cambiamento di colore.
  • Spazi circostanti sigillati: il perossido in un ambiente chiuso aumenta la sua efficacia sbiancante.

Possibili complicanze:

  • Ipersensibilità post trattamento. Solitamente transitoria o inesistente se vengono utilizzati prodotti adeguati e comunque può essere tenuta sotto controllo.
  • Possibile demineralizzazione dello smalto se vengono utilizzati agenti chimici fortemente acidi che possono alterare il pH della bocca. Uso quindi di prodotti studiati e ben conosciuti- seguire sempre i consigli del dentista.
  • Possibili lesioni della mucosa orale se le gengive non vengono adeguatamente isolate e trattate.
  • Rischio di possibile ingestione nelle terapie a domicilio. Preferire quindi le tecniche professionali con la supervisione del dentista.
  • Individui con malattie che sopportano poco stress ossidativi non dovrebbero utilizzare questo perossido es nella xerostomia, nella carenza di glucosio 6 fosfato deidrogenasi –favismo-, nelle infezioni, nella malaria, nel deficit di catalasi (spazzino del perossido di idrogeno )

I metodi utilizzati sono sostanzialmente di due tipi: domiciliare e professionale.

Sbiancamento professionale

sbiancamento dentale

Viene effettuato nello studio dentistico in una unica seduta utilizzando le stesse sostanze ma a concentrazioni maggiori. Per questo è necessaria la protezione delle gengive con particolari dispositivi , talora quando la procedura lo prevede vengono utilizzate speciali lampade.

Condizione indispensabile per ottenere lo sbiancamento è che i denti siano naturali , infatti è lo smalto e la dentina che variano di tinta mentre otturazioni, faccette e corone non risentono del trattamento. I risultati ottenibili variano in funzione della concentrazione del materiale e del tempo di applicazione.

Denti devitalizzati

Si parla invece di sbiancamento interno o sbiancamento di denti necrotici quando l’applicazione delle sostanze sbiancanti avviene all’interno del dente per correggere discromie dovute a trattamenti canalari o traumi.

Al confine tra cosmesi e terapia è’ sempre consigliabile eseguire i trattamenti sbiancanti sotto la responsabilità e la supervisione del medico dentista che può individuare i potenziali rischi, infatti le sostanze utilizzate devono essere ben conosciute poiché possono, anche in basse concentrazioni, rivelarsi irritanti o dannose per le mucose e i denti. Ecco perché i sistemi da banco venduti senza controllo sono da bandire.

Le tecniche oggi disponibili sono molte e considerate strumenti indispensabili per la moderna odontoiatria purchè siano impiegate in modo razionale anteponendo la salute e il benessere del paziente a qualsiasi altra esigenza.

Sbiancamento domiciliare

Vengono utilizzate delle apposite mascherine confezionate dal dentista che vengono caricate di gel particolari a diverse concentrazioni da indossare per una decina di notti o durante la notte.

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